““Ogni particolare di questa opera comunica con noi,
ci raggiunge con poetici versi raccontando
una bellissima storia di altri tempi ”

IL LOGGIATO DI SAN ROCCO

NOTIZIE STORICHE
Fermo sorge alle pendici del colle Sabulo (319 m.s.l.m).
La storia di Firmum Picenum, la Fermo Romana, ha inizio con il 264 a.C. quando divenne colonia di diritto latino. Furono i Romani a dare alla città il suo monumento più eccezionale ed unico nel suo genere: le "Grandi Cisterne" tradizionalmente conosciute come "Piscine Epuratorie". Scavate sotto la Piazza del Popolo, la loro costruzione risale tra il 40 e il 60 d.C.; si estendono per 2212 mtq. e servivano come serbatoi d'acqua per l'intera città.
Nel 90 a.C. i Fermani ottennero la piena cittadinanza romana per la loro fedeltà a Roma durante la prima guerra sociale (da qui il motto che tutt'oggi si legge sotto lo stemma cittadino: Firmum Firma Fides Romanorum Colonia) ed ospitarono nella Rocca Pompeo Strabone alla testa del suo esercito consolare. Questi fece anche costruire una villa lungo la via oggi denominata Pompeiana.
All'inizio del V sec. Fermo fu devastata da ripetuti assalti da parte dei Visigoti e degli Unni.
Dopo una parentesi sotto Odoacre, Re degli Eruli, Fermo passò sotto il dominio dei Goti e quindi, all'inizio del VI sec., ebbe circa dieci anni di buon governo con la Regina Amalasunta, figlia di Teodorico, Re degli Ostrogoti. Donna colta e sensibile, fece abbellire la città, costruire molti edifici ed anche i primi bagni pubblici della storia.
Nell'825 Lotario I, con un celebre editto, istituì la prima scuola pubblica (odierna università) a Fermo da quel momento una delle nove città in Italia destinate a diventare centri di studi. Nei diplomi dell'epoca figurava la dicitura Marca Fermana perchè Fermo era la città principale di un territorio che si estendeva dal Musone a Pescara e dagli Appennini al Mare Adriatico.
Secondo le fonti storiche, fu nel 1182 che iniziarono i festeggiamenti in onore di Maria SS. Assunta in cielo che culminavano con la "Cavalcata".
Nel 1199 Fermo si eresse a libero Comune. Conquistato da Federico II nel 1242, iniziò le lotte contro Ascoli per il predominio della Regione.
Nel 1211 iniziò l'attività della zecca fermana: la città ebbe infatti il privilegio di battere moneta dall'Imperatore Ottone IV.
La prima signoria fu instaurata nel 1330 da Mercenario da Monteverde e ad essa seguirono lotte cruente per il potere da parte di Rinaldo da Monteverde (1376) e Francesco Sforza (1433).
Durante la sua Signoria nacque a Fermo Galeazzo Maria Sforza che diventerà quinto Duca di Milano. Durante la fine del XVI sec. Fermo è sottoposta ancora a lotte feroci tra le casate dominanti: Euffreducci, Fogliani, Guerrieri che culminarono con il governo di Oliverotto Euffreducci.
Dal 1538 al 1676 Fermo fu governata da Legati Pontifici. In segno di gratitudine il Comune fece realizzare da Accurso Baldi, il "Sansovino", la statua bronzea del Papa che ancora oggi benedice la città dalla loggetta del Palazzo dei Priori.
Tra i personaggi di spicco del XVII sec. ricordiamo il cardinale Decio Azzolino, amico personale della Regina Cristina di Svezia.
Durante il periodo napoleonico Fermo fu capoluogo del Dipartimento del Tronto. Con la restaurazione pontificia la città mantenne sempre la sua preminenza su Ascoli instaurando anche due brevi governi provvisori tra il 1831 e il 1849.
Il 21 settembre 1860 accolse l'esercito piemontese ed entrò a far parte dello Stato Italiano Unito. Fermo allora era Capoluogo di Provincia e comprendeva 47 comuni, fino alla soppressione nel dicembre 1860.
Nel 2009 Fermo torna ad essere capoluogo di Provincia.

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Piazza del popolo e Loggiato di San Rocco
Già Piazza S. Martino (dal nome di una chiesa ivi esistente), Piazza Grande, oggi Piazza del Popolo, ebbe una sua prima configurazione sotto Alessandro Sforza, in occasione della venuta di Bianca Maria Visconti, nel 1442 sposa del fratello Francesco, la quale nell'anno 1444 diede alla luce a Fermo,Galeazzo Maria, futuro duca di Milano.
Fu ridimensionata con deliberazione comunale dell'8 Novembre 1463. Lunga m. 135, larga m. 34, assunse la sua forma attuale con l'intervento di sistemazione avvenuto nell'anno 1659 (fig. 1).
Si apre con la sua configurazione architettonica quattrocentesca, accurata e lineare nelle strutture, si mostra chiusa sui lati lunghi da due file di logge dai portici in cotto e sui lati corti da palazzi storici fra i più significativi della storia della cittadina, quali: il palazzo dei Priori o palazzo comunale, sede della pinacoteca civica, risalente al 1296; il palazzo Apostolico, iniziato nell'anno 1502 da Oliverotto Euffreducci e terminato nel 1532 per ordine del papa Clemente VII.
La costruzione della piazza avvenne per aggiunte trasformazioni successive, volte a definire in modo sempre più preciso il suo aspetto monumentale come espressione della collettività fermana.
Essa occupa quella parte del versante est del Sabulo, che guarda il mare, ove il fianco della collina,probabilmente, presentava un dosso. L'area è al centro dello sviluppo urbano, proprio nella confluenza delle principali strade, di fronte all'attuale palazzo Comunale si incontrano idealmente il corso, la via che sale da San Francesco e la via che sale via Santa Caterina.
La presenza di un probabile avvallamento del versante ha privilegiato il sito perchè naturalmente adatto alla realizzazione di uno spazio aperto, consentendo la successiva opera umana di livellamento.
Gli elementi architettonici che la compongono sono tuttavia ben diversi per tipo, carattere, stile e periodo di costruzione; la piazza nel tempo ha assunto una configurazione articolata dal giustapporsi dei suoi elementi.
Nella parte nord si trova il palazzo comunale, il palazzo degli studi e il retrostante palazzo arcivescovile, i lati lunghi sono occupati dalle residenze a cui si aggiunge il doppio porticato.
Dal loro accorpamento e ricostruzione nacque il palazzo comunale attuale e, dall'altro lato, il palazzo degli studi, collegati insieme alla loggetta sorretta dal ponte che scavalca il corso.
Sono eccezione tipologica le tre chiese incentrate su San Rocco, col porticato antistante, mentre il fondale sud, è costituito dal palazzo del Governatore.
Probabilmente la piazza medievale ricalcava almeno in parte quella romana.
Il loggiato di San Rocco, viene costruito nel 1528 per voto di Gianfranco Rosati; la chiesa è affiancata dagli oratori di San Sebastiano e della Madonna di Loreto, costruita agli inizi del cinquecento dalla deliberazione del Consiglio della Cernita ( la Giunta Comunale di allora) ed è la conclusione architettonica verso sud del porticato a monte.
Stilisticamente questo loggiato, il primo del nuovo progetto di Piazza del Popolo, è completamente autonomo dalle tre arcate a cui è collegato.Esso è realizzato con basamento, esili colonnine, capitelli corinzi in pietra ed archi in cotto, è sorretto da un muro di contenimento che ha sostituito l'iniziale scalinata di accesso, perchè il piano delle logge di San Rocco è a quota superiore rispetto a quello del colonnato a fianco.
É stato proprio questo loggiato iniziale, forse, a suggerire l'idea del proseguimento dei portici su entrambi i lati dettandone l'allineamento, come definizione dell'architettura della piazza.
Quindi la forma definitiva di Piazza del Popolo deriva da una somma di interventi succedutisi nel tempo, di cui il progetto dei portici rappresenta la sintesi generale.

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Le lunette in affresco e i portali lapidei
L’elegante portico del loggiato voluto da Giovanni Francesco Rosati nel 1528 si presenta con nove archi centinati a tutto sesto sostenuti da snelle colonnine .
Questo fronteggia la chiesa di S. Rocco e le contigue del Sacramento e di S. Sebastiano le quali tolti i muri di divisione si unirono per formarne una sola consacrata nel 1530. Nella chiesa centrale nel 1624 vennero eseguite pitture rappresentanti la traslazione e le vicende della S. Casa della Madonna di Loreto, sparite con l’ultimo restauro fatto nella seconda metà dell’ottocento. Nell’interno si trovano dei dipinti del pittore romano Egidio Coppola eseguite nel 1886 sulla volta centrale e sulle pareti del presbiterio. La tela sull’altare maggiore dove vi è rappresentata la traslazione della S. Casa della Madonna di Loreto si deve al pennello del lucchese Pietro Testa eseguita tra il 1611 e il 1650. Lungo il loggiato vi sono tre portali lapidei sagomati, al di sopra dei quali sono state dipinte le tre mezzelune.

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IL LOGGIATO DI SAN ROCCO:
CENNI STORICI | IL LAPIDEO | L'AFFRESCO

STATO DI CONSERVAZIONE
E FASI DI INTERVENTO

Dopo aver raccolto le informazioni di carattere tecnico e storico del manufatto si sono analizzate le caratteristiche climatico-ambientali in cui il manufatto è collocato, poiché tra questo e l’ambiente normalmente avvengono scambi e interazioni. Si è quindi valutato il degrado, risalendo alle cause che lo hanno generato.

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