“Quello che si apprende in gioventù è scolpito nella
pietra. (Proverbio arabo)”

San Bartolomeo - Il Lapideo

IL LAPIDEO - STATO DI CONSERVAZIONE

 

Nella statua oggetto dell’intervento, si effettueranno una serie di indagini, volte a stabilire, mediante analisi dei parametri più significativi del materiale (composto chimico-Mineralogico, caratteristiche chimico-fisiche, e studio dei processi di alterazione) le cause del degrado e quindi i rimedi più efficaci per il recupero del materiale lapideo.
La statua si presenta coperta in modo pressoché uniforme da uno strato di particellato di natura carboniosa e silicatica e da una patina di alterazione legata all’attacco del carbonato di calcio da parte di sostanze inquinanti.
Tali materiali sopra collocati, inseriti entro i dettagli dell’opera contribuisconoall’appiattimento materico dell’effetto generale nonchè, ad un falsato effetto cromatico d’insieme.
Al fine di individuare e mitigare le cause che interessano il degrado si effettueranno delle indagini atte ad individuare le zone di maggio degrado.


FASI DI INTERVENTO

LE FASI DI INTERVENTO SOTTO DESCRITTE SI RIFERISCONO A TUTTE LE PARTI DEL LAPIDEO

LE FASE 1 - Pulizia preliminare delle superfici

LE FASE 1 - Pulizia preliminare delle superfici

Pulitura preliminare delle superfici

Non essendo necessario nessun tipo ti preconsolidamento, si procede con i lavaggi di tensioattivi e ripetuti risciacqui con acqua distillata e l’ausilio di spazzole sintetiche morbide per rimuovere i depositi più superficiali come polveri, guano ecc. ed in generale le parti decoese presenti sulle superfici.

LE FASE 2 - Saggi di pulitura definitiva delle superfici

LE FASE 2 - Saggi di pulitura definitiva delle superfici

Pulitura definitiva delle superfici

Dopo una sommaria pulitura si procede con il trattamento di pulitura vero e proprio con dei saggi in zone non evidenti, utilizzando come supportante la sepiolite che consente l’utilizzo sia a pennello che a spatola e risulta quindi di facile applicazione.
L’agente pulente usato sarà carbonato d’ammonio per un tempo di contatto pari a un’ora.
Successivamente si procederà a ripetuti lavaggi eseguiti anche con l’ausilio di spazzole che elimineranno oltre che gli impacchi dei saggi anche i residui di sporco. Si eseguiranno diversi tempi di applicazione degli impacchi per stabilire la procedura da adottare in tutta la superficie.
Una volta stabilito il trattamento da seguire, si analizzano quelle zone con depositi molto più consistenti e più aderenti alla pietra. In seguito a prima fase del lavaggio con tensioattivo si applicherà l’impacco a base di pasta di cellulosa e sepiolite per almeno tre ore.
Quelle invece che sono le incrostazioni dovute alle riprecipitazioni del calcare disciolto dall’acqua piovana, poste tra gli interstizi della statua che non è possibile togliere con le tecniche sopra descritte, verranno eliminate mediante l’utilizzo di ablatore ad ultrasuoni.

LE FASE 3 - Protezione finale

LE FASE 3 - Protezione finale

Pprotezione finale

Al fine di salvaguardare i materiali lapidei da fenomeni riconducibili all’azione delle sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera, delle piogge acide, degli aerosol marini, dei raggi ultravioletti, ecc., si tratterà il manufatto con sostanze impregnanti che provvedono a proteggere l’elemento lapideo.
Gli impregnanti a effetto idrofobizzante sono sostanze chimiche delegate a formare una barriera trasparente e idrorepellente capace di impedire o di limitare considerevolmente l’assorbimento dell’acqua e degli agenti patogeni in essa presenti.

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