STATUA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Il 1955 è l’anno in cui un’opera di Gino Del Zozzo, artista fermano, torna a ornare un luogo pubblico a Fermo. Si tratta della statua in pietra alberese di San Giovanni Battista, destinata alla facciata dell’oratorio dei Cavalieri.

Lavoro accolto con qualche critica, il San Giovanni emerge con la rude semplicità di un arcaismo che connette la ieratica figura del Battista con le sculture romaniche delle cattedrali, ove le pagine di pietra ammaestravano il popolo, formando un’autentica Bibbia dei poveri.
“Quando il sasso scelto per la emozione entra a far parte della mia anima, l’opera d’arte procede così facilmente come sbrecciare una noce”, scrive Del Zozzo nel ’55 a proposito della sua “arte nuova”, ricordando il “tutto è nel masso” di michelangiolesca memoria.
Queste “pietre” sono un qualcosa di diverso e di oltre la scultura, sono opere della natura, che la natura ha consegnato all’artista, e che l’artista – homo faber - trasforma senza superbia o preconcetto, ma in empatia con la natura stessa e in rispettoso ascolto dei suoi più reconditi misteri - di pascoliana memoria - consegnandoli alla dimensione meta-naturale propria dell’arte. Le sue pietre diventano così forma dell’invisibile, solide nuvole, scevre da qualunque intento realista.

Dopo uno studio preliminare e constatata sul posto la diversità di composizione dei depositi superficiali, attraverso esami diagnostici e schede di sopralluogo, effettueremo una serie di saggi di pulitura al fine di individuare i prodotti e i giusti tempi di contatto.
La statua presenta zone dove occorrerà adottare un comportamento di intervento diverso, si evidenziano infatti zone le cui superfici hanno subito una diversa esposizione agli agenti atmosferici.
Non essendo necessario nessun tipo di preconsolidamento,dopo una sommaria pulitura, procederemo con il trattamento di pulitura vero e proprio con dei saggi in zone non evidenti.
Attraverso l’interpretazione dei risultati delle indagini sarà possibile prevedere il dosaggio dei prodotti pulenti, per raggiungere il miglior risultato anche in presenza di problematiche differenti nell’ambito di uno stesso manufatto.
L’efficacia del trattamento sarà subordinata ad una attenta analisi del tipo e della quantità di sostanze estranee e dalla loro interazione con il materiale lapideo.
Al fine di salvaguardare i materiali lapidei da fenomeni riconducibili all’azione delle sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera ( piogge acide, raggi ultravioletti, ecc.), tratteremo il manufatto con sostanze impregnanti che provvederanno a proteggere l’elemento lapideo.

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